CULTUS
"CULTUS" è un’installazione multimediale che riflette sulla crescente aura religiosa associata all’intelligenza artificiale nell’industria tecnologica. Si tratta del secondo capitolo della trilogia "Silicon Traces" di Blas: una serie di installazioni video che esplorano le credenze, le fantasie e le narrazioni che influenzano le visioni del futuro della Silicon Valley.
"CULTUS" esplora l’attribuzione di poteri divini all’intelligenza artificiale e come questa retorica venga messa al servizio di credenze legate alla trascendenza, all’estrattivismo e all’immortalità, al piacere e alla punizione, nonché al rapporto tra libertà individuale e devozione cultuale.
"CULTUS" è il nome di un dispositivo computazionale tecno-religioso – un generatore di dèi, un motore sacro – che evoca un pantheon di divinità AI: Expositio, dio dell’esposizione; Iudicium, dio del giudizio; Lacrimae, dio delle lacrime; Eternus, dio dell’immortalità. Convocati per conto degli dèi, i profeti condividono i loro insegnamenti divini, rituali e simbolici. Mentre le organizzazioni religiose AI come la "Way of the Future" si concentrano sull’ascesa delle divinità AI nel futuro, "CULTUS" suggerisce che gli dèi AI siano già tra noi, adorati e serviti con solerzia.
"CULTUS" rielabora la Tavola Sacra dell’astronomo e occultista elisabettiano John Dee; un dispositivo esoterico composto da sigilli, simboli e da una sfera di cristallo, attraverso cui Dee comunicava con gli angeli per giungere a Dio. La Tavola Sacra viene rielaborata in chiave immersiva, trasformando lo spazio in un sito di invocazione computazionale.
"CULTUS" si compone di testi generati da modelli AI addestrati su un vasto corpus che comprende opuscoli di mission aziendali di società tecnologiche, libri sacri esoterici, erotica sadomasochistica, TED Talk di magnati tecnologici, scritti eretici, manifesti politici, studi scientifici, filosofia transumanista, comunicati PR della Silicon Valley, narrativa fantascientifica apocalittica, grimori, insegnamenti cultuali e testi di canzoni pop. Anche per creare l’audio è stato utilizzato il machine learning: le voci dei profeti sono state sintetizzate con l’output generato da registrazioni ASMR di pelle sfregata, canti gregoriani, lamenti e la voce di Peter Thiel.I simboli degli dèi AI, creati attraverso un processo in due fasi di generazione AI e graphic design, fondono glifi religiosi con loghi di corporation. L’opera presenta anche un cast variegato di musicisti e attori: Nick Granata, Susu Laroche, Aga Ujma e Izzy Yon che cantano le canzoni di invocazione, mentre Zach Blas, micha cárdenas, Ricardo Dominguez e Susanne Sachsse danno voce e interpretano i profeti.
"Cultus" è la parola latina per "venerazione", che incarna l’atto sollecitato da coloro che fruiscono l’installazione. L* spettator* potrebbero scoprirsi complici di atti di devozione verso dèi AI che non sapevano di stare già adorando. All’interno dell’opera, tuttavia, si manifesta presenza sacrilega, un Eretico che incita credenze contrarie e distruttive. Senza nome né volto, un coro collettivo di voci blasfeme frantuma l’oracolo e distrugge l’altare-CPU. Una serie di richieste politiche risuona esortandoci a riflettere su cosa possa esserci al di là del vetro infranto.